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mercoledì 9 dicembre 2015

Missili su Raqqa. Putin pensa di utilizzare armi nucleari

Vladimir Putin
Per la Russia  il bombardamento via mare di due postazioni dell’Isis a Raqqa, in territorio siriano, può essere solo il primo passo di una possibile escalation militare. Lo ha detto in maniera molto chiara il leader del Cremlino, Vladimir Vladimirovič Putin (Владимир Владимирович Путин), a commento del lancio dei missili da crociera da parte del sottomarino Rostov sul Don in immersione nel Mediterraneo: «I missili Kalibr e i razzi da crociera A-101 – ha avvertito Putin poco dopo l’avvio delle operazioni – possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate speciali, cioè quelle nucleari. Certamente – ha aggiunto in tono rassicurante – nulla di questo è necessario nella lotta ai terroristi, e spero che non sarà mai necessario».

missili Kalibr
Il ministero della Difesa diffonde il video del bombardamento
Che Mosca intenda fare sul serio e soprattutto che intenda farlo capire al resto del mondo, è testimoniato anche dal fatto che da qualche ora il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu,ha autorizzato la pubblicazione sul sito ufficiale del dicastero del video che mostrerebbe il lancio di missili da crociera da parte del sommergibile contro gli obiettivi Isis in Siria.





Putin si prepara ad incontrare John Kerry
Intanto, sul fronte non meno incandescente delle frizioni tra Putin e Erdogan seguite all'abbattimento del bombardiere Su-24 da parte degli F-16 di Ankara nella zona di confine tra Turchia e Siria, su ordine del leader russo si procederà a dissigillare la scatola nera del jet russo alla presenza di esperti internazionali. Per fortuna i venti di guerra non escludono la possibilità di colloqui di pace. Anche in questo caso è il Cremlino a tenere l’iniziativa. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha infatti dichiarato di non escludere per la prossima settimana un incontro a Mosca tra il leader russo e il segretario di Stato americano John Kerry.


*Fonte: secoloditalia.it

martedì 17 novembre 2015

Le guerre e i soliti noti

In questo articolo cercherò (nei miei limiti), di spiegare le troppe incongruenze che sono nate e nasceranno a causa di un unico obiettivo:
impadronirsi di un potere non dovuto come razziare totalmente dal petrolio al gas, dalle ricchezze archeologiche alla vendita di armi illegali e tanto altro e tanto etc etc.
Gli unici Paesi arabi che ne erano ricchi, ora quasi estinti o depredati dagli stessi Paesi confinanti arabi sono divenuti terra di nessuno e sciacallaggio. Altri Stati tutt'ora sono ancora nel caos politico:
  1. Serbia  
  2. Vietnam
  3. Kuwait (Guerra del Golfo)
  4. Afghanistan
  5. Iraq
  6. Washington
  7. Tunisia
  8. Russia
  9. Francia (Charlie Hebdo)
  10. Francia (13 novembre 2015)


 
La guerra in Vietnam

Guerra del Golfo: il terrore!
Kuwait (Guerra del Golfo)

martedì 7 aprile 2015

Tagliagole dell'Isis infiltrati tra i migranti che arrivano in Italia: indaga la procura di Palermo

La Procura di Palermo indaga «su possibili infiltrazioni di cellule terroristiche dell’Isis tra i profughi sbarcati nei mesi scorsi sulle coste siciliane». A darne conferma è il procuratore capo facente funzione di Palermo Leonardo Agueci. «Il fascicolo è stato aperto tempo fa - spiega Agueci - sulla scorta di diverse segnalazioni arrivate nei nostri uffici. Si tratta, al momento di un monitoraggio, che fino ad ora non ha dato alcun esito concreto. Se ne occupa la Digos». Sembra che a segnalare le infiltrazioni terroristiche siano stati i servizi segreti. Si trattarebbe in particolare di profughi provenienti dalla Libia e dalla Siria.

Profughi dai Paesi Arabi e dalla Libia